Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 30 gennaio 2010

Paolo Granzotto colpito nel vivo



Devo aver colpito davvero nel segno con i miei commenti (uno e due) ai recenti articoli di Paolo Granzotto sul riscaldamento globale. Non solo Granzotto si è sentito in dovere di rispondermi sulla sua colonna, ma anche, oggi, di dedicarmi un'altra paginata.

Granzotto ha accusato il colpo di essere stato paragonato agli oppositori di Galileo Galilei; quelli che si rifiutavano di mettere l'occhio al telescopio per verificare che Giove aveva dei satelliti e la Luna dei crateri. A questo punto, a non gli restano altro che gli insulti: l'ultima risposta di chi non ha più argomenti.

Fra le altre cose, nella sua risposta, Granzotto non menziona minimamente l'immagine dei ghiacciai svizzeri dimezzati che avevo pubblicato nel mio post a a conferma dell'esistenza del riscaldamento globale. Allora, secondo lui, sono dati taroccati dall'IPCC anche quelli?

E' non è solo un problema dei ghiacciai svizzeri - i ghiacciai in tutto il mondo si stanno ritirando con tendenze molto simili. Non è un fenomeno locale come potete vedere da questi dati per i ghiacciai dell'Himalaya:


Eh si, proprio l'Himalaya, di cui si è fatta tanta polemica strumentale in questi giorni. Forse l'IPCC ha esagerato quando ha detto che i ghiacci si scioglierano completamente nel 2035, ma non c'è dubbio che i ghiacci si stanno sciogliendo. Non avete bisogno di dati sulle temperature: lo vedete con i vostri occhi nella foto. E se il ritiro dei ghiacci non è causato dal riscaldamento globale, da cosa? Con buona pace dei negazionisti, la terra si sta scaldando per davvero.

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Da Il Giornale del 30 Gennaio 2010



Caro Paolo, ti avverto che Bardi è tornato alla carica e sul suo bloghetto ti manda a dire: «Ahimé, nella sua risposta, il povero Granzotto non riesce a far di meglio che aggrapparsi alla leggenda del giorno. Secondo lui, gli “unici dati” sono “quelli del famigerato IPCC” (curiosamente scritto “Ipcc”). Eh, no: queste sono proprio panzane. L’IPCC - famigerato o no che sia - non ha dati propri. Si limita a riportare i dati raccolti da migliaia di ricercatori indipendenti e centri di ricerca che non sono, certamente “al suo servizio”. L’IPCC (scritto in maiuscolo) non ha la possibilità di influire sul lavoro di queste migliaia di ricercatori; non più di quanto il “tal Ugo Bardi” abbia la possibilità di influire su quello che si pubblica, per esempio, su Il Giornale». Secondo te ci è o ci fa?




Che sagoma quel Bardi (Ugo Bardi, presidente, niente meno, che dell’«Associazione per lo studio del picco del petrolio»). Con piagnucolosa scontrosità mi rimprovera anche la grafia degli acrostici. Dice che Ipcc - Intergovernmental Panel on Climate Change - debba scriversi in tutte maiuscole, IPCC. Ma lui, Fiat, Eni - acrostici di Fabbrica Italiana Automobili Torino e Ente Nazionale Idrocarburi - come li scrive? Boh. In ogni modo, i lettori che si fossero persi la puntata precedente sappiano che Bardi è di quelli che intignano, che non vogliono rinunciare all’idea di veder la Terra arrosto. Alla bella notizia che i dati «scientifici» portati a conferma (ovviamente «scientifica») del surriscaldamento globale erano tutti taroccati - l’ormai noto «climagate» - risponde che fa niente perché ci sarebbero da qualche parte altri dati «veri», «seri», che documenterebbero in modo inequivocabile il vertiginoso aumento delle temperature (come d’altronde ciascuno può constatare da sé in questi giorni di canicola invernale).

Poi, però, il Bardi scrive che l’Icpp, deputato dall’Onu, non dal Circolo dei climatologi della domenica, a far luce sui cambiamenti climatici «riporta i dati raccolti da migliaia di ricercatori indipendenti e centri di ricerca che non sono certamente al suo servizio». Vero, verissimo. Sta però di fatto che elaborando quella montagna di dati sull’andamento medio delle temperature, i mammasantissima dell’Ipcc, (Michael Mann, per fare un nome a caso) si resero conto con raccapriccio che dal 1998 esso risultava stazionario con un lieve accenno alla diminuzione. In pratica, l’annunciato riscaldamento globale non era confermato dalle scrupolose misurazioni effettuate da migliaia, dicesi migliaia di tecnici, esperti, accademici, luminari, ricercatori, cultori della materia e scienziati d’ogni nazionalità (meno quei tre o quattro amici del Bardi). E allora che cosa fecero, i mammasantissima dell’Icpp (uno per tutti: il professor Michael Mann)? Con un trucchetto - il «trucchetto di Mann», appunto - diedero una sistematina ai grafici così che risultasse che il pianeta si stava riscaldando vieppiù e che dunque era fatale che presto sarebbe andato arrosto. Non è dunque l’Icpp, come sostiene il Bardi in versione Pangloss, a influire «sul lavoro di queste migliaia di ricercatori indipendenti e centri di ricerca». Sveglia, Bardi! Erano le migliaia di ricercatori indipendenti e centri di ricerca che influivano sull’Iccp fino a quando l’Iccp medesima, visto che il lavoro di migliaia eccetera eccetera non si conformava ai suoi desiderata, decise di truccare le carte. Le quali, se non truccate, avrebbero rivelato che la temperatura media non si sta alzando, che i ghiacciai dell’Himalaya non si stanno squagliando e qui dove sono, in Italia, mica in Siberia, nevica che Dio la manda.

9 commenti:

  1. Ma è davvero il caso di dar tanto spago a un tipo del genere? Vedrà che basterà la prossima estate a far cadere nel dimenticatoio le sue chiacchiere (lo inviterei qui al sud a fargli gustare meglio gli effetti della 'bolla' nordafricana - e senza aria condizionata).

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  2. difficile argomentare seriamente davanti a personaggi del genere. se comincia con gli acrostici, poi...
    ulteriore bel segnale della vitalita' della non-informazione nel nostro paese.

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  3. Ragazzi, in questo caso non siamo di fronte a un dibattito scientifico, è ovvio. Lo sa anche Granzotto che ha scelto di ignorare la scienza per concentrarsi su un attacco alle persone. Ma, nonostante questo, la scienza rimane alla base della questione ed è su quella base che Granzotto può eaasere attaccato e sconfitto.

    A mio parere, sarebbe un errore gravissimo ignorare Granzotto - va affrontato e sconfitto combattendolo anche sul piano mediatico. Se non lo facciamo, facciamo i soliti errori che fanno gli scienziati: tendono a ignorare gli avversari o a disprezzarli. Sbagliato: Granzotto non è uno scienziato ma non è un fesso - anzi, nel suo campo è un esperto. E sa benissimo che nella guerra mediatica il volume di fuoco conta tantissimo, e lui ne ha molto di volume di fuoco. Proprio per questo bisogna rispondere colpo su colpo.

    Non l'ha mica detto anche Sun Tzu nell'arte della guerra che il generale che disprezza il nemico perde tutte le battaglie? (forse no, ma lo avrebbe potuto dire....)

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  4. Nel suo post ha scritto:
    "A questo punto, a non gli restano altro che gli insulti: l'ultima risposta di chi non ha più argomenti."
    Ho letto la lettera di Granzotto, ma non vi ho trovato insulti nei suoi confronti, forse il termine "Sveglia, Bardi!"?
    A proposito della riduzione dei ghiacciai svizzeri, in base a cosa la fa rientrare nel riscaldamento globale? Non può essere più semplicemente un fenomeno locale?
    Un'altra domanda: non si sta forse perdendo di vista che il punto focale non è il riscaldamento globale in sé ma capire se la causa è di origine antropica o meno?
    Osvaldo

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  5. Osvaldo, ovviamente l'insulto non era diretto a me. Granzotto è troppo furbo per cadere nell'errore di insultare una persona con nome e cognome, cosa che potrebbe portare a conseguenze legali e, comunque, sarebbe controproducente nel dibattito. Ma non ti sembra che sostenere che un'intera categoria di scienziati si sia accordata per imbrogliare il resto della popolazione del pianeta vada considerato come un leggero insulto?

    Quanto ai ghiacciai svizzeri, sono solo un esempio: i ghiacciai in tutto il mondo sono in ritirata. Basta che cerchi su internet che trovi tantissimi esempi. E se non è il riscaldamento globale a rimpicciolire i ghiacciai, che cosa?

    Infine, la tua ultima domanda è proprio centrata: la questione fondamentale è la causa del riscaldamento. Ma, allora, perché Granzotto si affanna tanto a sostenere che il riscaldamento globale non esiste?

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  6. Ah.... ho aggiunto al post una foto dei dati di un ghiacciaio dell'Himalaya per chiarire il fatto che non siamo di fronte a un fenomeno locale. Grazie per l'assist

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  7. A proposito di ghiacciai: questo grafico è abbastanza esplicito:
    http://www.skepticalscience.com/images/Global_Glacier_Mass_Change.gif

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Ma a parte scriver IPCC come Ipcc (lana caprina), possibile che una volta su due lo scriva Icpp? Lapsus freudiano con CCCP?

    E possibile che non abbia ancora capito che il "trick" non si riferisce ai dati dal 1998? Non ha proprio letto niente sul "climagate"?

    Affermare che 4 o 5 scienziati abbiano preso i dati della comunità internazionale e li abbiano modificati con un trucco è (1) disinformazione grossolana, non è successo niente del genere e (2) paranoia galoppante, significherebbe che tutte quelle migliaia di scienziati che forniscono i dati corretti se ne stanno zitti, non si accorgono di questa grossolana manipolazione. Quando il 97% dei climatologi è convinto non solo che il pianeta si stia scaldando, ma che probabilmente il colpevole è il CO2.

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